Golfo di Napoli: dove andare per una vacanza da sogno

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Cosa fare e cosa vedere tra Napoli e Sorrento, mare e leggenda.

golfo-di-napoli-vesuvioAndare in vacanza nel golfo di Napoli è come tornare a casa. A volte un sogno, dati i ritmi di lavoro di queste settimane; ma sono davvero stanca e sto progettando una pausa di digital detox a breve. Da buona meridionale, il mare a giugno è tra le mie aspirazioni più grandi e mi sto organizzando per programmare la prossima mini vacanza nel nella mia terra, nel golfo di Napoli.

 

Dove vedere il Golfo di Napoli. Viste panoramiche.

Il golfo di Napoli è una meraviglia dall’inizio alla fine, dal monte di Procida alla costa di Sorrento. Se ami viaggiare con la macchina fotografica in mano e vuoi sapere dove vedere punti panoramici sul golfo di Napoli, ho raccolto alcune idee per te:

  • contempla il golfo partenopeo, il Vesuvio, la penisola sorrentina e le isole dal punto panoramico presso l’Eremo dei Camaldoli, a Napoli;
  • vai alla terrazza della Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, per una veduta di Napoli, del vulcano e del golfo;
  • a Ischia, scegli il belvedere Gran Sentinella Casamicciola Terme e Punta Imperatore Forio;
  • a Sorrento ammira il golfo di Napoli dalla Villa Comunale.

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Cosa vedere e cosa visitare a Napoli

Orami vivo fuori Napoli da 10 lunghi anni e, quando ci ritorno mi piace indossare i panni della turista. Perché succede sempre che quando vivi in una città dai poca attenzione alla parte culturale, alla storia e alle bellezze del territorio che ti circonda. Quando vado a Napoli, devo recuperare: mi appunto sempre le località da visitare. Ho scritto qualche appunto, per non dimenticare:

  • il parco nazionale del Vesuvio, con il Reale Osservatorio Vesuviano e i 54 chilometri di sentieri. L’ultima volta che ci sono andata frequentavo le scuole elementari. L’escursione sul sentiero del Gran Cono è la più frequentata, non posso perderla!
  • A Napoli, il museo Madre, museo d’arte contemporanea Donnaregina. Si trova sulla via dei Musei e offre, in un palazzo storico, mostre e installazioni. Mi piace vedere un legame tra antichità, arte moderna e ricerca estetica contemporanea e non vedo l’ora di visitarlo;
  • Parco archeologico sommerso di Baia. Quasi una città sott’acqua! Resti di una città romana sovrastati dal fenomeno del bradisismo: un Ninfeo, ancora visibile, villa dei Pisoni e villa A Protiro…da segnare in agenda.

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Da pianificare, minicrociere per le isole da raggiungere con traghetti e aliscafi per l’isola di Procida, vedi orari e prezzi;

  • zaino in spalla, trekking su Procida e Capri;
  • la spiaggia dei Bagni della Regina Giovanna a Sorrento;
  • una visita nel centro storico di Sorrento!

 

Un pò di leggende: perché i napoletani si chiamano anche partenopei?

Sapevi perché i napoletani si chiamano anche partenopei? Ci sono alcune leggende che raccontano le origini della città. La più diffusa parte da un episodio dell’Odissea di Omero: nel golfo di Napoli si era ritrovato Ulisse, con i suoi compagni, quando le sirene provarono a incantarlo con la loro voce. Tre sirene, deluse per non essere riuscite a irretire Ulisse, si suicidarono e una di loro si chiamava Partenope. Il corpo di Partenope fu portato dalle onde fino all’isolotto di Megaride, oggi sede di Castel dell’Ovo, e si trasformò nella città di Napoli.

Un’altra storia affascinante dà il nome al promontorio di Posillipo. Posillipo era un giovane gentile, che si innamorò di Nisida, ragazza bellissima, che non lo ricambiava. Nisida era fredda e altera e Posillipo non riuscì a lusingarla. Per la disperazione, il giovane si gettò in mare e si mutò in promontorio. Nisida, invece, divenne lo scoglio di fronte: duro, come fu lei insensibile all’amore. Posillipo è oggi un punto panoramico da visitare; Nisida, secondo la tradizione, è il luogo dei dannati e oggi vi si trova il carcere.

Visitare Sorrento, costiera amalfitana e golfo di Napoli si prospetta davvero favoloso!
Scrivimi se hai bisogno di consigli e idee, io intanto preparo la valigia.

With Love

Olly

 

Grazia Oliviero

Blogger e style coach. Penso che la moda sia personale e che ognuno debba crearsi il proprio stile. “Bien dans sa peau”, dicono i francesi. Lo stile è stare bene nella propria pelle ed io ne ho fatta la mia filosofia di vita.

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